Caio Giulio AquilaThis is a featured page

Caio Giulio Aquila è uno dei fondatori della Res Publica SPQR Repubblica Romana assieme a Caio Regolo Cicerone e Antonio Aurelio Ottaviano. Prima di Res Publica faceva già parte della micronazione sovrana Impero nella quale ricopriva la carica di Ministro dell'Informazione e di Deputato del Governo Ati 2 dalla quale uscirà appunto per approdare nella micronazione quirita. Egli è Pater Patriae, Padre della Patria, e ciò gli conferisce un notevole prestigio all'interno della micronazione stessa della quale si è curato avvalendosi del supporto di numerosi concittadini di buona volontà. La sua figura si è contradistinta per la tenacia con la quale si è occupato della organizzazione di ogni aspetto della vita sociale e politica all'interno della Res Publica, che ha tenuto in piedi sia nei momenti favorevoli che in quelli di grande crisi.

La Dittatura

La primissima fase dell'azione quirita di Caio Giulio Aquila è stata caratterizzata dalla aver assunto la carica di Dictator della Res Publica, che secondo l'organigramma imperiale provvisorio corrispondeva ad un mese; durante questo periodo si sono gettate le basi dello sviluppo della micronazione come l'importante stesura della prima costituzione, di cui è stato presidente dell'Assemblea Costituente dopo le dimissioni di Ario; allo stesso tempo ha rivestito la carica di Principe del Senato e tutta una serie di cariche pubbliche che ne hanno fatto allora la figura chiave dello stato. A livello privato curò l'apertura del Movimento Populare Cesariano, il più vecchio partito in Res Publica, col suo giornale il Popolo Quirito, ed in seguito la creazione della Schola Palatina e del NISI. Allo scadere della dittatura, il 15 Marzo, rifiuta dunque ogni possibilità di rinnovo della dittatura, nominando un governo provvisorio ed abbandonando dunque la carica dittatoriale.


Dalle elezioni alla crisi politica

Il I governo ebbe il compito di portare la compagine statale fino alle elezioni fissate il 25 Marzo, compito che riuscì perfettamente in un clima di grande ripresa sociale. Aquila si fece portavoce di una campagna contro il Partito Nazional Socialista, prefiggendosi contemporaneamente la creazione di un governo monocolore del MPC. Tuttavia la portentosa crescita del PDL lo costringe ad un patto con un partito a cui si era già avvicinato in funzione anti-PNS, ossia quello fascista. La scelta di alleanza era per garantire quell'ampia maggioranza che l'MPC non poteva avere, nonostante i numeri per vincere le elezioni ci fossero; famose le parole "o con noi, o contro" dette a Cicerone nei primi tempi quando la possibilità di una vittoria certa del solo MPC era ancora concreta. Tuttavia il legame tra Aquila e i capi dei fascisti Silla e Cicerone si rivelò ottimo e questo fece sì che la nuova coalizione, a cui si dava il nome di Coalizione Paternalistica Romana, diventasse una corazzata nello scenario politico quirita. Le elezioni vengono interrotte verso il finale dal rovinoso attacco hacker che distrugge il forum micronazionale. La reazione di Aquila dapprima è incredula; poi assume un atteggiamento saldo e tenta sin da subito un tentativo di riorganizzazione, scegliendo di concentrarsi su una rapida ricostruzione e ignorando i possibili fautori dell’attacco. Ciò ha il negati effetto di addossargli le accuse ed i sospeti da parte di alcuni cittadini, compreso Cicerone. Questi si spengono subito con una convocazione di un assemblea dei cittadini dove Aquila rifiuta la Dittatura e, tra lo stupore dei più, nomina un triumvirato, dove manca visibilmente il suo nome, e figurano invece tre importanti personaggi dei tre partiti maggiori: Scipione, Cicerone e Frentano. Tuttavia il triumvirato funziona male e dopo poche settimane è lo stesso Aquila a proporne la chiusura; il ministero temporaneo che si era formato prende le redini dirette dell’esecutivo e si forma dunque un governo d'unità nazionale incaricato anch’esso di portare la micronazione a nuove elezioni.


MPC, tra governo e congressi

La figura di Aquila durante il primo governo è una figura di prestigio che si viene a trovare sì all'interno della coalizione ma nettamente distaccata dalle manovre del governo stesso. Preferisce una più comoda posizione di super partes che gli permette una analisi più obbiettiva degli eventi che via via vanno succedendo. Ciò nonostante il partito regge esclusivamente per la figura stessa del suo presidente: al I Congresso scoppiano i profondo dissidi interni che porteranno alla sua inevitabile crisi; la scelta di Aquila stesso di non andare né troppo a sinistra, come vorrebbe Marco Logero, né troppo a destra, come vorrebbe Publio Scipione, genera aspri contrasti e causerà anche una crisi di governo con le dimissioni del popularista Bellico dall’edilità plebeo. Solo la presenza di Aquila evita il totale disfacimento del MPC, fatto che avrebbe potuto causare comunque la caduta del governo, perfino puntellandolo nel tempo sempre più da incisive azioni del primo che tuttavia non risparmia aspre critiche dal giornale di partito. Interviene inoltre anche a sinistra: per suo personale interessamento PDL e PCL rimangono in piedi nonostante lo scoramento generale.


Dalla vittoria della CPR alla FRV

Il fatto che il secondo forum sia divenuto sinonimo di sconfitta suggerisce ad Aquila che l'unico modo per risollevare Res Publica è un cambio di forum; ciò avviene a Settembre ed è con l'ausilio delle forze sopravvissute della CPR e degli ultimi supersiti sinistra che riesce ad effettuare lo spostamento. Il governo si dimette dopo l'Ordine del Giorno Silla e avoca volontariamente il potere nelle mani di Aquila, nominato per la seconda volta dittatore da un concilio della plebe. Aquila accetta la sfida e porta la micronazione a delle seconde elezioni che si concludono con la vittoria della CPR.
Affiancato ancora da Silla, divenuto Principe del Senato, e da Bellico, suo collega, Aquila si trova a costituire con essi un importe nucleo che porta la Res Publica ad un periodo felice della propria esistenza: il consolato Silla-Bellico sotto il suo Principato è uno tra i governi più efficienti finora mai eletti dal popolo Romano.
Sua è l'idea di modificare la Costituzione: la I Cost. infatti era rimasta mutila ed incompleta, oltre a presentare notevoli incongruenze ed elementi anacronistici con quanto ormai avveniva all'interno della micronazione. Eletta una nuova Assemblea Costituente, Aquila ne è eletto Presidente e viene affiancato da Bellico, Cicerone e Vulpis - in seguito sostituito da altri elementi, prima Alice e poi Crasso - per la sua stilazione. In un enorme lavoro durato sei mesi si è giunti ad una nuova costituzione comprendente più di cento articoli lunghi e ben costruiti ed una maesosta Dichiarazione d'indipendenza.
Aquila è anche implicato nella rinascita del MPC: affiancato nel Gennaio 2008 da C.G.Italico ed in seguito da altri personaggi, il movimento rivede rinascere il proprio potenziale politico attivo, messo in seria discussione nei tempi passati prima dalla crisi seguita al I Congresso, culminata con l'uscita di Bellico dalle sue file, e caratterizzata dall'ampliarsi del potenziale politico invece del Partito Fascista Combattente.

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Incarichi ricoperti da Aquila

Principe del Senato dal 13 Febbraio 2007 d.c. 2760 a.U.c. ; per decreto dittatoriale con consultazione del Senato è pure Senatore e Tribuno della Plebe a vita. Ha ricoperto l'edilità plebea dal 15 Febbraio al 5 Aprile dello stesso anno. E' stato Presidente della AC per la Prima Costituzione (Febbraio-Marzo). Poi anche deputato durante la I legislatura (17 Maggio- 9 Settembre 2007 d.c. 2760 a.U.c.). Attualmente è anche Presidente della AC per la II costituzione, ambasciatore presso la Rep. di Vitla (2 4 Ottobre 2007 d.c. 2760 a.U.c.) e Edile Plebeo ad interim del governo Silla-Bellico (24 Ottobre).



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