Partiti politici della Res PublicaThis is a featured page

I partiti politici sono sempre stati presenti nella Res Publica come un elemento secondario rispetto alle attitudini caratterizzanti la repubblica.

Storia dei partiti romani


Periodo iniziale della Res Publica

Il primo partito della Res Publica è il Movimento Popularista Cesariano (MPC), fondato da Caio Giulio Aquila il 15 Febbraio 2007 d.c. 2760 a.U.c. che rappresenta la prima forza politica della nazione e il suo contributo nelle fasi iniziali è determinante per la formazione dello stato.
Subito dopo la fondazione del Partito Comunista Imperiale (PCI), fondato il 20 Febbraio da Tito Fulvio Nobilio ma dalla breve vita visto che chiude il 25 dello stesso mese; a seguire, il 26, nasce il Partito Nazional Socialista (PNS) ad opera di Quinto Ottavia Ario, che crea moltissimo scalpore nella Res Publica, provocando forti contestazioni verso il suo fondatore,allora presidente della costituente e Questore del governo.
Il 4 marzo vede la luce uno dei partiti storici quiriti, il Partito Fascista Combattente (PFC) fondato da Flavio Cornelio Silla con l'appoggio del consolare Caio Regolo Cicerone.
Presto si delinea una politica di tutte le forze politiche in funzione anti-PNS che porterà all'isolamento del partito nazista e ad un primo avvicinamento tra le forze del MPC e del PFC.
Tuttavia non esistono ancora parti politiche collocate chiaramente a sinistra; a ciò ovvia il Partito Democratico Liberale (PDL), nato il 18 marzo dall'azione congiunta di Jacopo Vibio Frentano e Tito Plauto Maccio, che figurerà come un'altra delle forze storiche della Res Publicafondamentale durante il primo periodo.
A seguito della scomparsa di Maccio e dell'assenza di Frentano, la gestione passa nelle mani del nuovo cittadino Mauro Tullio Scipione che riesce a tenere fermo il partito e reclutare diversi cittadini con la famosa campagna antifascista.
Col ritorno di Frentano il PDL, divenuto il primo partito della Res Publica con 11 iscritti attivi, punta al governo per le imminenti elezioni fissate a fine del mese.
In risposta inizi un pesnte avvicinamento tra il MPC (che con il suo peso di 10 iscritti inizialmente mirava ad un governo monocolore popularista) e il PFC, a quota 4 iscritti: è nascita della famosa Coalizione Paternalistica Romana (CPR), che provoca uno sconvolgimento delle forze politiche in Res Publica, finora basatosi sullo scontro diretto tra i meritocratici popularisti e i democratici liberali. Inoltre apre i battenti (23 marzo) il Partito Oligarchico Spartano (POS) di Sicano, storico personaggio che darà un impulso grandissimo alla cultura repubblicana.
Le elezioni in corso provocano un clima di grande scontro politico costruttivo e di grande speranze, purtroppo troncateda un attacco hacker che provoca la distruzione del primo forum nell'ultimo giorno della tornata elettorale: esso sarà l'inizione di una terribile crisi per il PDL e del MPC che vedono scemare il numero di iscritti alle loro formazioni. Il PFC, invece, rimane stabilmente dietro i due big ormai ridimensionati ma comunque tornati in attivo dopo l'attacco.
La collaborazione tra MPC, PFC e PDL per risollevare le sorti della Repubblica si concretizza con il triumvirato formato da Publio Cornelio Scipione (MPC), Caio Regolo Cicerone (PFC), Jacopo Vibio Frentano (PDL) e con il Ministero d'Unità Nazionale che assegnava tre ministri alla CPR e tre al PDL.
Frattanto nascono nuove forze: il 21 aprile apre il Partito della Nazione (PdN) di Lorenzo Santiago Policarpo, e due giorni dopo il Partito Comunista Leninista (PCL) di Marco Gramsci.
Le rimanenti forze democratico-liberali guidate da Mauro Tullio Scipione tentano di riprendersi e formano col PCL la Coalizione Popolare Liberale (CPL).
Tuttavia la situazione è mutata e le elezioni sanciscono la vittoria della CPR, cui si è aggiunto nel frattempo ilPartito Imperiale Conservatore (PIC, ex POS), mentre la CPL rimane la grande sconfitta, anche a causa del vivo senso di scoramento dei suoi membri.
Con la sconfitta elettoraleScipione, deluso, esce dalla politica lasciando il posto a Marco Giulio Cicerone, l'ultimo che, affiancato da Manfredi, tenta vanamente di far rimanere il PDL tra le forze di rilievo nei meandri della politica. In ogni caso la crisi del PDL è ormai acuta ma resterà immutato il prestigio e il ruolo di opposizione costruttiva di questo partito.
Al governo intanto si avvicina il PdN cui è offerto un ministero.
Nella CPR intanto il PIC - nonostante alcuni ruoli chiave come la Pretura - diviene sempre meno attivo, il PFC si ingrossa mentre il MPC, pur restando il partito di maggioranza, già soffre del proprio cancro interiore che lo porterà alla crisi.

Secondo periodo

Il primo congresso del Movimento Populare Cesariano sancisce la crisi delle vecchie forze politiche che coinvolge anche il PDL con la sua diaspora.
Dopo una serie di crisi di governo (tra cui quella successiva alle dimissioni - poi ritirate per il bene della Repubblica - di Bellico per contrasti con Scipione) la situazione politica si evolve prima con l'uscita dal MPC di Scipione prima e Marco Logero poi. Il secondo da subito crea una nuova formazione di centro sinistra, che muore in poco tempo.
Nello stesso momento Sicano abbandona la vita politica mentre il PIC, dopo un primo tentativo di reggernza da parte di Ottaviano, diventa una figura seconda della politica. Contemporaneamente dal PDL esce Manfredi, che abbandona Res Publica, e presto seguirà il progressivo disinteressamento di Marco Giulio Cicerone.
L'unica forza politica che si vede rafforzare è il PFC: Cicerone e Silla ben presto diventano le figure centrali della Coalizione Paternalistica Romana al governo, dopo l'incapacità del MPC di inserire personaggi di spicco a sostituzione.
Per un breve periodo il PCL torna in piena attività con Lucio Sergio Catilina che avrà un lungo quanto idilliaco amore con Res Publica: deluso dalle continue crisi anch'egli abbandonerà la Res Publica.
Il primo governo della CPR e costretto alla lotta con una crisi continua ma riesce a tenere attive le istituzoni e salda la maggioranza fino alle soglie della scadenza del mandato. Mandato che volontariamente sceglie di non portare a termine trasferendo per un brevissimo periodo i poteri alla Dittatura (che in SPQR, va ricordato, è una magistratura speciale regolata da ferree leggi) di Caio Giulio Aquila.
In questo periodo Flavio Giulio Bellico esce dal MPC e fonda (il 7 settembre) il Movimento Cattolico Romano (MCR), di chiara ispirazione cristiana. Ma Bellico non è l'unico ad introdurre novità nel panorama politico della Res Publica: il 9 settembre Publio Cornelio Scipione prende in mano le redini del PIC e lo trasforma in Ideale Aristocratico Guerriero (IAG), spostando ulteriormente a destra la barra del partito; dall'altra parte il 20 settembre tocca alla prima cittadina donna, Alice Speranza Romilia, far risorgere il PCL col nome di Partito Comunista Popolare (PCP). La partogenesi di nuovi partiti si conclude il 23 dello stesso mese con il Partito Idealista (PI), mai davvero attivo nella politica micronazionale.

Terzo periodo

Nel corso del mandato Consolare Silla-Bellico il quadro politico subisce profondi cambiamenti che si concluderanno con un totale stravolgimenti della sinistra quirita.
Il PCP di Alice Speranza Romilia passa attraverso la controversa politica di Alessandro Volpe che tenta di stravolgere il partito portandolo su posizioni vicine a quelle della "I Intermicronazionale Comunista", organizzazione di partiti comunisti di diverse micronazioni ospitata dalla micronazione "Unione Comunista". Ben presto diventano palesi i veri intenti della I Intercom e di UC di servirsi dei partiti comunisti aderenti per provocare disordini nelle micronazioni, auspicando la rpesa violenta del potere. Alessandro Volpe viene cacciato dal PCP e fonda il Partito Marxista Leninista di Res Publica col quale eprmane all'interno della I Intercom, da cui era uscito il PCP sotto il ritorno al timone di Alice Speranza Romilia.
La storia di Volpe e del suo partito è breve quanto vergognosa: in poco tempo si palesa l'odio verso la Res Publica e la lealtà non a questa ma a Unione Comunista.
La vicenda di Volpe si conclude con il ban permanente dalla Res Publica, successivo al suo tradimento, alla doppia cittadinanza presso UC e alle pesanti offese che lo stesso ha ripetutamente pronunciato conto la Res Publica e i Quiriti. Abbandonato a se stesso il Partito Marxista Leninista nel giro di poche settimane scompare dalla scena politica.
Ma nella sinistra quirita avviene un altro cambiamento, arriva il Partito Socialista (PS) di Gaio Marcio Coriolano, che da li a breve inizierà a lavorare con il PDL, prima con una stretta alleanza e poi con la formazione insieme agli stessi del Partito Democratico (PD).
Nel frattempo inizia il declino anche del PCP, che vede uno ad uno venir meno i suoi membri fino al definitivo abbandono anche di Alice Speranza Romilia - che nel era stata insignita dell'Ovazione per i meriti politici. Il PCP si trasformerà completamente con l'arrivo di Nunzio Gaudio Claudio che reclamerà la segreteria del partito e lotrasformerà in Sinistra Aperta, superando le basi del solo comunismo creando una ideologia riformista basata su socialismo, comunismo, radicalismo e ambientalismo.
Altro partito che si estingue a causa dell'abbandono del suo segretario ed unico iscritto è lo IAG.
Questa terza fase volge alla conclusione nell'aprile del 2008, sul finire del mandato dei Consoli Silla e Bellico. A ridosso delle elezioni i partiti rimasti sulla scena politica sono il MCR, il MPC, il PFC, il PD e SA. Il Movimento Cattolico Romano annuncia la sua ndipendenza dalle altre formazioni che intanto cominciano a lavorare per la formazione di coalizioni elettorali in vista delle elezioni. MPC e PFC formano la Factio Romane Virtutis (FRV), mentre PD e SA danno vita ai Progressisti Romani Uniti.
Il verdetto delle urne è un pareggio tra FRV e PRU: si decide per il governo di unità nazionale con la rinuncia di Coriolano alla corsa per il Consolato, ripagata dal Console eletto Aquila con la scelta del democratico come Console nominato. La formazione del nuovo governo non fa bene alla PRU, che si scioglie con la fuoriuscita di SA. Nel FRV il PFC accetta la scelta di Aquila erimane l'unica coalizione della Res Publica. SA non partecipa al governo e si dichiara unica opposizione nella Res Publica. Il MCR dal canto suo, pur coinvolto nel governo, dichiara che la presenza di Bellico come Edile Curule è una scelta che considerano tecnica per il bene della Res Publica e che il MCR non rifiuta la logica dello scontro maggioranza/opposizione preferendo esprimere una posizione indipendente e autonoma sulle diverse questioni.

Partiti attuali


Coalizioni

Spesso i partiti dellaRes Publica si sono presentati alle elezioni raggruppati in coalizioni e alleanze.
LaFactio Romanae Vitutis è la naturale evoluzione della CPR dopo la scomparsa dello IAG e l'allontanamento, da parte dei restanti, del MPC. Essa raggruppa il Movimento Popularista Cesariano e il Partito Fascista Combattente e ad oggi è l'unica coalizione ancora presente nella Res Publica.

Partiti

I partiti politici della Res Publica sono:

Factio Romanae Vitutis:
Partito Fascista Combattente, Movimento Popularista Cesariano

Movimento Cattolico Romano

Partito Democratico

Sinistra Aperta

Link esterni

Sedi dei partiti sul forum della Res Publica:
Movimento Cattolico Romano (MCR)
Movimento Popularista Cesariano (MPC)
Partito Fascista Combattente (PFC)
Partito Democratico (PD)
Sinistra Aperta (SA)












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